Markus Lehr

Raramente ci siano persone visibili nei suoi scatti, ciononostante Markus cerca di rappresentare scenari che abbiano a che fare con ognuno di noi. Con il suo lavoro cerca di catturare quei momenti nei quali la scena è finita, il protagonista non c’è più (o ancora non c’è), ma si ha la percezione di un qualcosa che è successo o sta per succedere. La meticolosità della ricerca della perfetta luce e dello scenario ideale fanno sì che i suoi set sembrino set cinematografici notturni, quasi sempre urbani, costruiti lentamente, come nella “staged photography” di artisti come Gregory Crewdson, dove il fotografo diventa regista di una messa in scena complessa. 

Nato nel 1959, è un artista e curatore con sede a Berlino, Germania. Ha studiato comunicazione all’Università delle Arti di Berlino. Ha esposto le sue immagini in mostre personali e collettive in Germania, Francia, Italia e Regno Unito. Diverse importanti pubblicazioni internazionali hanno presentato le sue foto. Tra gli artisti che lo hanno influenzato maggiormente, cita Jeff Wall, Cindy Sherman, Daidō Moriyama, William Eggleston, ma anche Michelangelo Antonioni. Negli ultimi anni sperimenta anche con la AI, in modo coerente con il suo stile.